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25/05/2010

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12/06/2010



ABOLIRE PROVINCE MISURA DOLOROSA MA RESPONSABILE


PALERMO, 12 giu 2010  - "La prossima settimana mi faro' promotore di una proposta per l'abolizione di alcune province siciliane. Sarebbe logico sopprimere quelle che insistono nelle citta' metropolitane, quali Palermo, Messina, Catania". Lo ha detto a Gela il vicepresidente della Regione siciliana con delega all'Economia, Michele Cimino. "Il governo regionale - prosegue l'assessore - e' perfettamente consapevole della gravita' della situazione economica e della necessita' di reperire nuove risorse per fronteggiare le numerose emergenze accumulate nel corso dell'ultimo decennio e mai risolte. Occorrono, quindi, misure drastiche anche se dolorose. Con l'abolizione delle province il risparmio sarebbe notevole: il personale sarebbe trasferito ai comuni e con il passaggio delle competenze si potra' dare un nuovo impulso alle loro attivita'. E' arrivato il momento in cui tutte le forze politiche si assumano le proprie responsabilita' ed abbandonino la demagogia dei loro comportamenti, come ho constatato in queste giorni a proposito dei Fondi comunitari e della nomina di esperti presso alcuni assessorati". "Con la finanziaria - conclude Cimino - si e' attuata una politica di contenimento della spesa e si e' avviato un concreto sviluppo economico, ma ci si rende conto che tutto cio' non basta. Ora bisogna velocizzare e semplificare tutta l'attivita' amministrativa della Regione e degli enti locali, ripensando in maniera moderna un rapporto forte con il territorio".


CIMINO A CASCIO, "RISPETTATA APPIENO VOLONTA' DELL'AULA"

 
"Nessuno errore mi puo' essere imputato in quanto, in seguito al dibattito, ho predisposto un emendamento che riguardava i consulenti nominati nei gabinetti, approvato dall'aula. I capitoli citati da Cascio, su richiesta del deputato Fabio Mancuso, non si intestano alla attivita' gestionale degli assessori, ma a quelle dei dirigenti generali preposti ai dipartimenti. Per cui, la volonta' dell'Aula e' stata rispettata in pieno. Il governo, comunque, e' stato e sara' sempre sensibile alle politiche di contenimento della spesa regionale e ha adottato gli atti consequenziali approvati a sala d'Ercole, relativamente ai capitoli 212526 e 216528". Questo il commento del vicepresidente della Regione Siciliana con delega all'Economia, Michele Cimino a quanto scritto dal presidente dell'Ars, Francesco Cascio, in una lettera inviata al Governo della Regione.


"LA SICILIA NON PERDERA' 55 MLN DI EURO"

 

PALERMO, 11 giu 2010 - "La Sicilia non ha perduto affatto 55 milioni di euro di fondi comunitari. La notizia strillata con clamore da alcuni giornali questa mattina e' priva di ogni fondamento". Lo afferma il vicepresidente della Regione Sicilia con delega all'Economia, Michele Cimino. "Gli autori degli articoli - prosegue l'assessore - provocano solo un ingiustificato allarme sociale, per pura ignoranza. Non sanno, infatti, che il regolamento dei fondi comunitari e' gia'stato approvato dalla Commissione. Il nuovo testo, che entrera' in vigore alla fine dell'estate, dopo le necessarie prese d'atto assembleari, prevede espressamente che le somme "non impegnate" in un esercizio finanziario possano essere recuperate negli anni successivi. La regola del disimpegno automatico per le somme non rendicontate al 31 dicembre 2009 e' quindi, di fatto decaduta. Nonostante cio', in queste settimane la Regione Siciliana sta lavorando alla realizzazione del dossier che servira' a documentare nel dettaglio la spesa comunitaria alla data del 31 dicembre 2009". "Questa e'l'unica notizia certa, giornalisticamente scarna e probabilmente di scarso interesse, attorno alla quale - continua il responsabile dell'Economia - si e'voluto costruire un castello di pura fantasia burocratico-politico-giornalistica. Sono proprio le "ottuse" regole della burocrazia a prevedere, a date fisse, l'inizio delle procedure di controllo: routine, insomma. Fatti di ordinaria amministrazione per chi di burocrazia sa o capisce. In queste ore in cui si discute animatamente del diritto all'informazione, sento il bisogno di ricordare che uno dei dogmi della buona informazione prevede la verifica delle notizie. Ecco. Sarebbe bastata una telefonata, per ottenere informazioni esatte. E non essere costretti ad arrampicarsi sugli specchi, mischiando informazioni vere a congetture grossolanamente infondate". "E' vero, infatti, che la spesa del Fondo sociale europeo - conclude Cimino - e' stata di 55 milioni inferiore ai budget assegnati dal programma operativo. Potremmo fornire dettagliate argomentazioni sui motivi del ritardo: basti pensare alla riforma del sistema della formazione e al dibattito che l'ha accompagnata. La mancata spesa non e' dovuta a inadempienze, ma piuttosto a un prudente, controllato, rallentamento in attesa della definizione delle nuove regole. Necessario, infine, sottolineare che in nessun caso le somme destinate al fondo sociale avrebbero potuto avere destinazioni o finalita' diverse. Ne' in direzione degli interventi per contenere la frana di Giampilieri, ne' per il salvataggio e la riconversione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. E neppure per varare un piano ambientale: lo dicono le regole, ottuse ma certe. Basta conoscerle".