25 Febbraio 2009 ore 23:07:12
Non stacchiamo la spina

La recente vicenda di Eluana Englaro ha riproposto la delicata questione dell’accompagnamento alla morte delle persone che sono malate allo stato terminale. E’ innegabile che occorra una regolamentazione per evitare che possano ripetersi fattispecie come quella che fino a qualche giorno addietro ha praticamente diviso in due l’Italia, ma mi sembra inaccettabile che la soluzione possa essere la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione. Far morire di fame e di sete una persona, anche se non ha più alcuna speranza di vita, non mi sembra proprio un atto di civiltà. E’ una possibilità che da cattolico respingo con fermezza. Discutiamo su come affrontare queste spinose vicende, ma tenendo sempre presente il valore della vita che va posto sempre al primo posto.


