23 Giugno 2009 ore 17:53
Lettera al presidente Berlusconi

Caro Presidente Berlusconi, a scriverLe sono quelli che L’hanno seguita sin dalla prima ora, quelli che dal ’94 hanno condotto in Sicilia quella battaglia di rinnovamento e modernizzazione della politica che sono il fulcro del Suo e nostro impegno politico. La Sicilia è stata la punta di diamante del nostro movimento, lo è stata nel 2001 quando il famoso “61 a 0” propose all’attenzione nazionale la straordinaria efficacia del messaggio politico di Forza Italia nell’isola. Lo è stata anche nel 2006 a fronte di un risultato nazionale altrove non altrettanto positivo, lo è stata ancora, straordinariamente, nel 2008 contribuendo in maniera decisiva al nuovo successo elettorale. Presidente, noi abbiamo iniziato con Lei l’esperienza di Forza Italia in Sicilia avendo per primi portato il simbolo del nostro partito nel parlamento regionale siciliano. Sentiamo, lo consenta, di rappresentare il cuore del Suo partito e intendiamo continuare a svolgere in Sicilia un nostro ruolo politico, leali agli ideali che abbiamo sempre condiviso e per i quali abbiamo, insieme a Lei, deciso di scendere in campo abbandonando le nostre professioni per servire la nostra Regione con chi, con grande entusiasmo, si è da sempre schierato contro i politicanti di mestiere e contro la politica del non fare. Intendiamo proseguire in quell’ azione di rinnovamento, innovazione, semplificazione della politica che abbiamo avviato negli anni passati e che deve essere continuata e rafforzata. Siamo quelli che da sospesi abbiamo continuato con passione ed orgoglio a ricercare il consenso per le elezioni europee per il nostro partito, per Lei e per il candidato che abbiamo espresso. In nome di quegli ideali poniamo la difesa della Sicilia, l’impegno per il suo sviluppo sociale, civile ed economico al centro del nostro lavoro politico. In nome dei nostri ideali condivisi, Presidente, riteniamo doveroso anche lo stimolo, la critica costruttiva, la proposta nei confronti del Governo Nazionale, laddove temiamo che le ragioni dei Siciliani possano passare in secondo piano. E’ un dovere che sentiamo da siciliani e da uomini e donne di partito, perché il consenso del Pdl in Sicilia è un patrimonio fondamentale per il nostro schieramento a livello nazionale e non possiamo correre il rischio che venga intaccato da occasioni di attenuata sensibilità verso la nostra isola. Per questo ci siamo intestati la battaglia per i fondi Fas che devono essere ragione di orgoglio e misura dell’impegno del Governo per la Sicilia e non una colpa, un elemento di disaffezione dell’elettorato nei confronti del “nostro” Governo nazionale. Ci siamo battuti anche affinchè le somme di denaro confiscate e depositate nel fondo unico giustizia gestito da Equitalia spa, poste a disposizione del Ministero della Giustizia e dell’Interno, siano reimpiegate nel territorio siciliano, in una ottica risarcitoria delle comunità locali e di potenziamento delle risorse impegnate nella lotta alla criminalità organizzata.Dobbiamo rappresentare con i nostri comportamenti, il nostro lavoro, le nostre priorità, ed anche con le nostre facce, il futuro della Sicilia non il suo passato. Dobbiamo, come Lei ci insegna, Presidente, segnare una rottura con le liturgie della vecchia politica, con i veti, con i balletti di potere, che qui in Sicilia hanno una storia antica e nefasta per la nostra terra. Questo è quello che fino ad oggi abbiamo fatto seguendo il Suo esempio, Presidente. Questo è ciò che riteniamo di dover continuare a fare, governando la Regione, intervenendo con sollecitudine per affrontare gli enormi problemi dello sviluppo, delle infrastrutture, dei trasporti, della sanità, intervenendo per semplificare e alleggerire il peso della burocrazia sulla vita dei cittadini e delle imprese siciliane.Questa è la risposta che gli elettori ci chiedono, non quella di proporre fantasiose leggi per esautorare il Presidente della Regione che hanno eletto e che noi abbiamo sostenuto, al di là dell’ avere richiesto più volte che la guida della nostra terra potesse essere espressione del nostro partito. Caro Presidente Berlusconi, oggi in gioco non è solo la Sicilia, i voti e l’immagine del Pdl in Sicilia. E’ in gioco la nostra capacità di dare alla gente siciliana le risposte che chiede ed a cui ha diritto. E’ in gioco il nostro ruolo di forza di rinnovamento, per fare diventare la Sicilia una vera opportunità per la crescita e lo sviluppo dell’intero paese. Siamo certi d’essere, Presidente, oggi più che mai in sintonia con Lei e con nostri ideali.
Palermo, 23 giugno 2009
Giambattista Bufardeci
Michele Cimino
Luigi Gentile





